«In
un clima propizio al generale disconoscimento di privilegi e di
primati epistemici, in una situazione che non consente facili
giustificazioni per reciproche preclusioni di principio, ci si
può chiedere quasi programmaticamente: può configurarsi
un obbligo critico della filosofia che la indirizzi non solo,
come si ritiene per lo più, in direzioni metalinguistiche
di tipo estetico o analitico o epistemologico, ma anche in una
nuova dirittura di problematico incontro con le questioni teologiche?
E può configurarsi un obbligo critico della teologia che
la esponga alla necessità di un nuovo incontro con la filosofia
non più quale sede classica di fondazione razionale della
verità (“praeaambula fidei”) o di mero ausilio
ad un compito apologetico?»
Estratto dall'editoriale di "Filosofia
e Teologia", 1 (1987)
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editoriali de:
"Filosofia
e Teologia", 1 (1987)
Primo fascicolo di "Filosofia e Teologia"
"Ripensare
la parola", (1997)
Fascicolo speciale per i dieci anni di "Filosofia e Teologia"