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La macchina pensante e l’intelligenza umana

Filosofia e Teologia XXXIX, 2 (2025), Deus ex machina. Intelligenza naturale e intelligenza artificiale, pp. 183-206

Dopo alcune indicazioni introduttive dedicate alla «macchina di Turing» e alla questione sollevata dal matematico inglese circa la possibilità di una «intelligenza meccanica», il saggio si sofferma sul nuovo contesto in cui deve essere affrontato il tema dell’intelligenza artificiale in presenza di sistemi come ChatGPT. Movendo da questo quadro, l’autore espone una serie di teorizzazioni circa la «mente computazionale», tra cui quella che propone l’analogia mente-computer e quella che fa leva sull’irriducibile «intenzionalità» che caratterizza la mente umana. Un’attenzione particolare è, poi, dedicata all’approccio non riduttivistico all’intelligenza umana operato, in primo luogo, da Hubert Dreyfus sulla base della critica heideggeriana al razionalismo della filosofia occidentale. Infine, l’intera questione relativa al tema uomo-macchina viene ad essere riformulata alla luce delle analisi svolte da Emanuele Severino intorno al «senso dell’essere» inaugurato da Platone e a ciò che il filosofo bresciano ritiene sia implicato in ordine alla concezione dell’umano e alla possibilità della produzione dell’«uomo artificiale». Nelle osservazioni conclusive l’autore sostiene che la riflessione filosofica odierna sui temi del rapporto uomo-macchina e quella tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale non può prescindere da una preliminare rivisitazione di alcuni elementi dell’antropologia tradizionale, per non dover concludere che l’essenza dell’intelligenza artificiale sia contenuta nell’essenza dell’intelligenza naturale.

Parole chiave: macchina di Turing, mente computazionale, intelligenza naturale, intelligenza artificiale, significato dell’uomo

The Thinking Machine and Human Intelligence

After some introductory remarks on the “Turing machine” and the question raised by the English mathematician about the possibility of “mechanical intelligence,” the essay focuses on the new context in which the topic of artificial intelligence must be addressed in the presence of systems such as ChatGPT. Starting from this framework, the author presents a series of theories about the ‘computational mind’, including one that proposes the mind-computer analogy and one that leverages the irreducible ‘intentionality’ that characterises the human mind. Particular attention is then devoted to the non-reductionist approach to human intelligence developed, first and foremost, by Hubert Dreyfus on the basis of Heidegger's critique of the rationalism of Western philosophy. Finally, the entire question of the man-machine theme is reformulated in light of Emanuele Severino's analysis of the ‘meaning of being’ inaugurated by Plato and what the Brescian philosopher considers to be implied in the conception of the human and the possibility of producing the ‘artificial man’. In his concluding remarks, the author argues that today's philosophical reflection on the themes of the man-machine relationship and that between natural intelligence and artificial intelligence cannot ignore a preliminary review of certain elements of traditional anthropology, lest we conclude that the essence of artificial intelligence is contained within the essence of natural intelligence.

Keywords: Turing machine, computational mind, natural intelligence, artificial intelligence, meaning of man