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Deus ex Machina. Appunti sul problema della «macchina» in Pascal

Filosofia e Teologia XXXIX, 2 (2025), Deus ex machina. Intelligenza naturale e intelligenza artificiale, pp. 245-262

Il contributo analizza il tema della “macchina” nel pensiero di Pascal a partire da alcuni frammenti delle Pensées, mettendone in luce la funzione antropologica, teologica e apologetica. Contro il progetto cartesiano di “comporre la macchina” del mondo, giudicato inutile e vano, Pascal smaschera l’impotenza strutturale della ragione e della conoscenza meccanicistica rispetto alla verità salvifica. Tuttavia, all’interno della sua apologia del cristianesimo, egli recupera paradossalmente la logica della macchina come argomento estrinseco: l’uomo è insieme intelligenza e automa, e solo agendo sull’abitudine e sull’automatismo è possibile predisporre esteriormente il soggetto alla fede, che resta comunque dono gratuito e imprevedibile della grazia. La macchina designa così tanto il funzionamento impersonale della natura e della società quanto l’insieme delle prove razionali, incapaci di produrre la conversione del cuore. Ne emerge una dialettica apocalittica tra macchina ed evento, automatismo e Spirito, che consente di interpretare criticamente la razionalità moderna, la tecnica e l’ordine politico come dispositivi di ripetizione e alienazione, sempre ecceduti dall’alterità inassicurabile del Dio nascosto.

Parole chiave: Blaise Pascal, macchina, cristianesimo, Dio

Deus ex machina. Notes on the Problem of the «Machine» in Pascal

This paper examines the notion of the “machine” in Pascal’s thought through selected fragments of the Pensées, highlighting its anthropological, theological, and apologetic significance. Against the Cartesian project of “composing the machine” of the world - judged vain and useless - Pascal exposes the structural impotence of reason and mechanistic knowledge in relation to salvific truth. Yet within his apology of Christianity, he paradoxically reappropriates the logic of the machine as an extrinsic argument: human beings are both intellect and automaton, and only through habit and automatism can one externally dispose oneself toward faith, which nonetheless remains an unpredictable and gratuitous gift of grace. The machine thus names both the impersonal functioning of nature and society and the set of rational proofs themselves, which are incapable of converting the heart. What emerges is an apocalyptic dialectic between machine and event, automatism and Spirit, offering a critical interpretation of modern rationality, technology, and political order as dispositifs of repetition and alienation, always exceeded by the unassurable alterity of the hidden God.

Keywords: Blaise Pascal, Machine, Christianity, God