Fascicolo XXXV (2021), 3, Filosofia e Teologia: quale futuro? / Editoriale

Giovanni FERRETTI

Nata nel 1987, la rivista «Filosofia e Teologia» ha costituito una novità positiva nel panorama culturale italiano. In conformità con gli intenti del documento programmatico fondativo, essa ha contribuito a superare in Italia gli «storici steccati» tra filosofia e teologia, aprendo anche in ambito accademico un fruttuoso dialogo e confronto tra le due discipline. Con il radicamento in varie università italiane tramite le sue redazioni (che hanno raggiunto il numero di sette), essa ha di fatto aperto un nuovo importante campo disciplinare, impegnato sia nella conoscenza della storia delle due discipline, che nell’Occidente sono state per lungo tempo strettamente intrecciate, sia nell’approfondimento delle rispettive problematiche teoretiche.

Oggi il panorama culturale italiano e internazionale è profondamente cambiato, coinvolgendo sia la filosofia che la teologia nel ripensamento della loro natura e funzione, oltre che del senso del loro rapporto. Donde la necessità di prendere atto della nuova situazione facendone una rigorosa analisi in vista del rilancio della Rivista quanto al suo senso, i suoi obiettivi, le tematiche da trattare e la sua stessa struttura organizzativa. Nel convegno on line della Rivista del 20 novembre 2020, dedicato a «Filosofia e teologia nell’attuale contesto culturale», e nella riunione della Direzione allargata ai coordinatori e ai segretari delle redazioni dell’11 giugno 2021 il problema è stato ampiamente dibattuto con l’apporto corale delle varie redazioni. I suoi esiti vengono qui presentati sinteticamente in forma di appunti «Per un manifesto» in vista del rilancio della Rivista in un orizzonte di lavoro condiviso, pur nella pluralità delle posizioni filosofiche e teologiche che da sempre l’ha caratterizzata e che nell’attuale contesto pluralistico globale costituisce una particolare ricchezza.

Questo testo, se per un verso è il punto di arrivo di un lavoro di riflessione comune interno alla Rivista, per altro verso ha voluto e vuole essere il punto di partenza per proseguire il dibattito sul compito delle due discipline nell’attuale contesto culturale. Con la coscienza che il problema del loro intreccio e della loro comune responsabilità di fronte alle grandi emergenze o sfide del nostro tempo sia di grande importanza culturale e sociale e debba quindi essere approfondito e portato avanti da diversi punti di vista e con molteplici contributi. Per questo abbiamo chiesto a vari studiosi delle due discipline particolarmente competenti e interessati al tema, sia interni alla Rivista che esterni ad essa, di offrirci le loro riflessioni a partire da questo testo.

Abbiamo così raccolto la ricca serie di saggi che costituiscono il corpo di questo fascicolo. Alcuni di essi approfondiscono e sviluppano spunti presenti nel testo del «Manifesto», in particolare i saggi di Adriano Fabris, Maria Cristina Bartolomei, Isabella Guanzini, Carla Danani; altri aprono ulteriori e differenti prospettive: Francesca Brezzi dal punto di vista della filosofia della religione; Philippe Capelle-Dumont dal punto di vista della «filosofia di ispirazione cristiana», Irene Kajon dal punto di vista ebraico, Roberto Mordacci e Antonio Autiero dal punto di vista dell’etica, Paolo Gamberini dal punto di vista della teologia ecumenica. Nel complesso essi testimoniano che ci troviamo di fronte a «un cantiere aperto», cui non pochi sono interessati e in cui vale la pena di lavorare per offrire un imprescindibile contributo alla interpretazione e soluzione dei problemi che oggi l’umanità deve affrontare.

Ci è parso significativo aggiungere, a completamento del numero, un testo di Mario Ruggenini, per molti anni tra i direttori della Rivista. Risale al 1996 ma con la sua lucidità e passione rimane una preziosa provocazione a pensare il nostro tema anche oggi.